











E’ certa la capacità narrativa dell’oggetto (come dello spazio), ovvero la capacità di essere compreso, interpretato quando inserito in un contesto. L’oggetto crea intorno a sé uno spazio indefinito, un’aura di relazione e dialogo, intrattenendo un discorso che travalica le parole e i gesti. Seguire la direzione per cui un oggetto all’interno di un luogo diventa e, perciò, acquisisce le capacita di essere un punto focale di un tragitto, è una sfida da percorrere.
Essere nomade all’interno di un ufficio significa, infatti, instaurare tragitti che fermano dei punti -siti ad alta intensità- tensori di espressione e non unicamente e strettamente di bisogni contingenti.
Progetto con la supervisione di Isao Hosoe.